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mercoledì 9 maggio 2012

La Chiesa e Peppino Impastato, vergogna

La Chiesa, nella persona del parroco di Cinisi, ha negato al fratello di Peppino Impastato la possibilità di celebrare una messa in memoria del ragazzo morto assassinato trentaquattro anni fa per mano della mafia. Questo perché "I tempi non sono maturi". Impastato era un ragazzo che aveva osato sbeffeggiare i boss e contrastare la mafia come poteva, morto per i suoi ideali e, cosa non estranea alla vicenda, comunista. Non estranea perché, proprio in virtù del fatto che fosse comunista, il parroco sostiene che si sarebbero creati dei dissensi tra coloro che sono a favore di un ricordo di Impastato come comunista e chi invece è favorevole alla messa. Quello che sembra a me personalmente, invece, è che la Chiesa si sia un'altra volta tirata indietro davanti al suo dovere di contrastare la mafia e chi la sostiene. Il segnale di una celebrazione sarebbe stato molto forte e il potere di cui dispone (purtroppo) sarebbe stato per una volta utile non a veicolare messaggi politici ma a cercare di migliorare una società che senza dubbio affronta un nemico forte e radicato nel territorio. Il discorso era semplice: celebrare una messa per Impastato avrebbe voluto dire dare addosso alla Mafia. Gli eventuali problemi successivi non sarebbero stati certo di competenza della Chiesa ma di chi eventualmente avesse deciso di mettere davanti i propri interessi particolari rispetto alla comune lotta alla mafia. Secondo me, hanno perso l'ennesima occasione per fare qualcosa di buono.