Dati i recenti scandali riguardanti la sanità in Lombardia e Puglia, ma anche alla luce di ciò che accade normalmente in un po' tutte le realtà regionali, mi chiedo se non sia necessario revisionare almeno in parte il sistema con il quale le regioni influiscono sulla Sanità. A livello locale, infatti, molto spesso le scelte sull'assegnazione dei vari ruoli fondamentali all'interno delle strutture ospedaliere e sanitarie in genere sono dettate più da elementi politici che professionali. Un primario diventa primario perché ha la tessera di un determinato partito, perché ha l'appoggio giusto, non perché è la persona più adatta. Allo stesso modo i direttori sanitari, delle ASL, eccetera...un po' quello che succede in Italia in ogni ambito, con la differenza che qui si parla di ruoli di grande responsabilità perché influenzano la salute e la vita stessa delle persone. Credo che sarebbe giusto creare una commissione a livello nazionale, formata da esperti riconosciuti del settore, che possa decidere di volta in volta sulla base del merito e non sulla base dell'appartenenza politica. Non credo che sia un'idea di difficile realizzazione e non credo che ci sarebbero problemi nel gestire anche ogni nomina di ogni ospedale nazionale in questo modo. Il problema sarebbe solo che i politici sono sempre restii quando si tratta di cedere potere...
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sabato 14 aprile 2012
Scandali sanità, un'idea
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giovedì 12 aprile 2012
Lusi, altri 13 milioni e la speranza che non c'è più
Mentre la Lega è alle prese con la più grande crisi che abbia mai vissuto per questioni legate alla gestione dei soldi del partito e mentre il parlamento in fretta e furia cerca di mettere una pezza alle continue figuracce che i nostri rappresentanti sono soliti regalarci, qualcuno potrebbe essersi scordato di Lusi e della Margherita. Oggi viene fuori che l'ex tesoriere del partito avrebbe sottratto alle casse altri 13 milioni di euro, non bastassero quelli precedenti. La cosa passa quasi in secondo piano, sembra quasi una non-notizia e tutto questo è lo specchio dei tempi. Tempi in cui la gente che ha fiducia nella politica è praticamente ridotta ai soli iscritti. Io scrivo quello che scrivo perché nella politica ci credo, anche se non in questa. Credo che, tra le molte colpe che questi signori hanno, ci sia anche la colpa di aver ridotto generazioni intere di giovani a domandarsi se valesse davvero la pena di interessarsi a quello che gli sta intorno. Il mondo è sempre andato avanti per la fiducia nel futuro, per l'intraprendenza, per la speranza della gente. L'Italia oggi non rappresenta niente di tutto questo. I ragazzi della mia età otto volte su dieci non guardano nemmeno il telegiornale. Aldilà dei soldi, aldilà dello schifo, aldilà delle prese in giro, c'è la consapevolezza di fare parte di una società che è rannicchiata su sé stessa, che ha la faccia sull'asfalto e le spalle al muro. Il loro peccato più grande è aver addormentato l'anima delle persone, averle ridotte a vegetali tristi ed abbattuti. Deve cambiare tutto...
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