domenica 3 giugno 2012

RUBrICONE

03/06/2012 di Michele



Ormai c’è stata; e la polemica retroattiva non interessa più di tanto, però dato che se n’è discusso veramente tanto…
Questa benedetta parata si doveva fare o non si doveva fare? E se non si faceva si affievoliva il nostro senso (che al momento è al suo apice)  di patria, di nazione unita, di Paese? E che risparmio reale se ne otteneva?
Penso sia doveroso (quanto inutile) iniziare dicendo che ovviamenti i militari che sono stati coinvolti nella parata non sono certo stati deviati in via dei Fori Imperiali direttamente dall’Emilia, e che se veramente là, dove i più fortunati stanotte dormiranno in tenda, c’è la necessità di far convogliare altre squadre delle forze dell’ordine,  non è indispensabile toglierle da Roma.
Riguardo ai costi: la parata quest’anno dovrebbe essere costata intorno ai 3 milioni di euro (Yahoo Finance), con un risparmio di 2 milioni di euro rispetto all’anno scorso (anche se le due cifre non sono facilmente confrontabili perché l’anno scorso era anche il 150° anniversario dalla nascita della Repubblica e si spesero cifre eccezionali), senza cavalli e senza frecce tricolori.Anche in questo caso mi sembra doveroso ricordare che per un Paese come l’Italia, spendere 2 milioni di euro per festeggiarsi una volta all’anno, non mi sembra una cifra esorbitante (nemmeno in tempo di crisi). Si può discutere invece sulla forma, perché la festa della Repubblica deve essere celebrata quasi esclusivamente attraverso una parata militare? Io non voglio che il mio orgoglio di essere italiano dipenda dalla potenza (o fascino) dell’esercito, che la Nazione in cui sono nato, ha. Vorrei che la parata fosse molto più ridotta e fossero invece organizzate feste nelle piazze delle città, visite di cariche istituzionali nelle Università, letture a tema nelle scuole, incentivi a passare il “ponte”( o week-end)  in Italia, insomma, che fosse tutti gli anni il 150° ! Invece come ogni anno anche quest’anno ci sentiamo italiani perché abbiamo i bersaglieri…
Ma la verità purtroppo non è che la gente comune viene presa in giro attraverso false notizie da chi la vuole o da chi non la vuole, i semplici ragionamenti di prima sono comuni a tutti e non penso nessuno possa darmi torto, in realtà (forse per pudore verso sé stessi e verso il proprio Paese)  ci si nasconde dietro questi “falsi” per mascherare il nostro sentimento: noi non ci sentiamo italiani!
Non ci sentiamo italiani quando vediamo metà Paese coinvolto omogeneamente e trasversalmente nelle vicissitudini giudiziarie: un politico che ruba soldi al partito non ci rappresenta, un politico che è capace di parlare solo di troie e barzellette non ci rappresenta, la ragnatela dei 20 consiglieri dei CDA delle maggiori Spa italiane non ci rende orgogliosi, il campanilismo estremo che per qualcuno si trasforma in razzismo e voglia di secessione non ci rende orgogliosi, gli abusi impuniti subiti in caserma non ci rendono orgogliosi, gli abusi impuniti subiti in parrocchia non ci rendono orgogliosi, i gioiellieri che dichiarano 17,000 euro all’anno non ci rendono orgogliosi, i notai che si tramandano il “lavoro” da generazioni non ci rendono orgogliosi, i morti nelle fabbriche non ci rendono orgogliosi e così via…
La polemica sulla parata è solamente una scusa per manifestare il proprio scontento verso una Nazione che purtroppo ha tantissimi problemi e non sembra fare il minimo sforzo per poterli risolvere perché non crede nella comunità generando così un circolo vizioso, minor senso di appartenenza -> estraneazione dalla cosa pubblica -> persistenza delle problematiche -> minor senso di appartenenza.
La soluzione ovviamente non ce l’ho ma sicuramente esiste ed un bel punto di partenza potrebbe essere riportare il Pese alla legalità: chi sbaglia, paga, in proporzione al suo errore; punto.


Vedi anche: RUBrICONE 27/05/2012

sabato 2 giugno 2012

Papa e parata, che brutta giornata

Autore: Anthony Majanlahti http://www.flickr.com/people/93226994@N00 from Rome, Italy
Mentre in Emilia Romagna la gente è preda del timore per le continue scosse e per un futuro che appare quantomai incerto, ricorre la festa della Repubblica Italiana. Una festa che, nonostante le numerosissime voci contrarie spare per l'Italia, è stata celebrata con una parata militare costata tra i 2,5 e i 3 milioni di euro. Parata militare della quale, fondamentalmente, non frega assolutamente niente a nessuno, buona solo per mettere in mostra forze dell'ordine come se fossimo nell'Ottocento. Forze dell'ordine, sia ben chiaro, che molto spesso si dimostrano molto più responsabili e coscienziose di chi governa le istituzioni, vedi i Vigili del fuoco e il malcontento mostrato dalle altre. Non sarebbe stato meglio rinunciare a spendere così inutilmente questi soldi e destinarli ad un aiuto alle popolazioni bisognose? E' ovvio che non sono i soldi della parata a fare la differenza globalmente, ma possono fare differenza per qualcuno. Cosa ancora più importante, oltretutto, possono dare alla gente il segnale che la politica e le istituzioni non sono completamente distaccate dal popolo. Mentre i partiti  sono considerati peggio della peste nel Paese, i loro vertici continuano a non capire che per ritrovare la fiducia della gente c'è ben altro da fare che provare ad accaparrarsi le prime file di una sfilata o la partecipazione al ricevimento quirinalizio. Dove sta il rispetto della gente? Il sentimento popolare viene continuamente calpestato, dimenticandosi che la sovranità appartiene al popolo e che quando il popolo fa sentire la sua voce è più importante di qualsiasi istituzione italiana. Il popolo si era espresso chiaramente, anche se un minimo di coscienza sarebbe stata sufficiente, ma la sua voce è stata messa da parte per lasciare spazio a giochi di rappresentanza e potere che poco hanno a che fare con chi, carabiniere, muratore o ingegnere, rappresenta la vera Italia. Un'altra occasione persa, insomma, della quale il pronostico era tristemente facile. 
Nel frattempo, a Milano, lo Stato spende altri tre milioni di euro tra Protezione Civile e forze dell'ordine per assicurare al Papa la sua presenza nel capoluogo lombardo. Tralasciando il fatto che il Papa dispone di risorse sufficienti per pagare di tasca sua una cifra del genere, attraverso il "piccolo" patrimonio a disposizione di Santa Romana Chiesa, ci si chiede se non si provi un minimo di vergogna, nel mondo cattolico, a tenere occupate Protezione Civile e forze dell'ordine per tre milioni di euro mentre in Emilia manca l'assistenza e manca qualcuno che possa recuperare non so, la televisione di una donna anziana da una casa pericolante? Mai pensato che la Chiesa dei nostri giorni abbia una coscienza civile, tuttavia stavolta mi sembra che se ne siano passati. Non ci scordiamo di aggiungere ai tre milioni la cifra messa a disposizione dalla Regione Lombardia, ad opera del pio Formigoni. Stato e Chiesa sono da troppo tempo lontani dalla gente, cosa che può anche riguardare solo loro, ma che li rende assolutamente inadatti a servire cittadini e fedeli con la loro gestione attuale.

venerdì 1 giugno 2012

Borsa ai minimi storici, Spread a 455, il governo che fa?

Oggi, la Borsa ha toccato il suo minimo livello storico. Lo spread è a 455 punti, mentre ci ricordiamo tutti cosa aveva detto il lungimirante Mario Monti vedendolo scendere sotto i trecento: non sarebbe più risalito sopra a quel livello. In Emilia il terremoto ha fatto vittime e danni a una delle zone più produttive del Paese. La gente è preda della rabbia e della disaffezione, i partiti non riscuotono più alcuna fiducia.
 In tutto questo, cosa fa il governo? Non mi sembra che siano state annunciate, iniziative degne di una qualsivoglia nota. Era stato detto che sarebbero state varate delle misure per la crescita, dove sono? Dove sono le liberalizzazioni? Come pensano di crescere, questi economisti sempre più chiaramente scarsi, continuando ad aumentare le tasse sulla benzina per ogni necessità? Continuando a deprimere i consumi, a veder salire la disoccupazione, senza fare niente che possa dare un nuovo slancio all'economia di questa Italia spenta e abbattuta? Il fenomenale ministro Giarda ha impiegato mesi per identificare cento miliardi di euro di possibili tagli da fare, chissà se ha anche la buona creanza di farli, magari preferisce aspettare altri sei mesi o nominare una decina di commissari che lo supportino. Non so se qualcuno si rende conto che al governo non sanno più quali pesci prendere. Manca un orizzonte, mancano le idee. I più strenui sostenitori dell'armata brancaleone che sostiene questi mirabolanti tecnici continuano a sostenere che chi li critica sia solo uno strillone. Io mi chiedo se si rendano conto che loro, che dovevano essere la nostra risposta competente alla crisi, non abbiano saputo fare nulla, dico NULLA, che un politico tradizionale non avrebbe saputo fare. Dove hanno manifestato la loro superiore abilità? Smantellando le tutele dei lavoratori, minando le sicurezze dei dipendenti, poltrendo con ostentata supponenza ed arroganza di fronte al malcontento sociale sempre più evidente, ponendosi in modo indecente contro i sindacati, elargendo perle di saggezza e consigli di vita del tutto irrispettosi della realtà della gente comune. Tutto ciò, privi della minima dose di umiltà che dovrebbe accompagnare chi si ritrova ad avere la possibilità di cambiare il Paese in cui vive senza essere stato scelto da nessuno. L'arroganza del governo poteva essere una pretesa dei primi due mesi, ora cede miseramente di fronte ai miserrimi risultati che hanno raggiunto, ammesso che abbiano raggiunto qualcosa. Mi si viene a dire che Monti deve sottostare alle pressioni di due parti politiche. Ammesso e non concesso che sia così, faccia un gesto responsabile e se ne vada, privando almeno il Paese della depressione causata dall'aver scelto un governo tecnico che ha fatto cose tecniche non più valide di quelle che avrebbe saputo fare Topolino.