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domenica 6 maggio 2012

Bagnasco e l'antipolitica

Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, oggi si getta in un'invettiva contro l'antipolitica: "aspetto negativo e diseducativo" contro il quale "serve una netta inversione di tendenza". Questa persona, a cui non mi ricordo sia stato chiesto un parere da nessuna istituzione italiana, si permette di ficcare il naso dove non gli compete ancora una volta. Mi è sfuggito l'articolo della Costituzione in cui è scritto che il parere del capoccione ecclesiastico di turno debba essere rilevante per l'Italia. Qui si tratta di temi assolutamente propri della vita politica italiana dei quali ci si permette di parlare e criticare. E c'è ancora chi mi viene a dire che la Chiesa non fa politica. La Chiesa non dovrebbe fare politica, è diverso. In Francia, un'intrusione del genere non sarebbe stata minimamente tollerata. Solo in Italia questi vecchi, privi della minima cognizione di ciò che voglia dire vivere una vita difficile, si permettono di influire a tal punto. La laicità dello stato è un concetto sconosciuto, i partiti sguazzano nell'andare a braccetto con la Chiesa, gran parte della gente accoglie ogni loro parola come verità rivelata. Bagnasco sa bene che a lui e ai suoi amici serve la politica tradizionale, che davanti a loro si è sempre inchinata. Si faccia gli affari suoi, la Chiesa è piena di problemi, è ora che la gente smetta di accettare di prendere lezioni da qualcuno che ha dimenticato la sua occupazione originaria. Non essere un politico, essere un uomo di religione.

domenica 15 aprile 2012

Bersani, contrastare antipolitica, contrasti sé stesso invece

Pierluigi Bersani, capo del PD, oggi dichiara che i partiti hanno la necessità di contrastare l'antipolitica, altrimenti tutti verrebbero spazzati via. Tutti loro, ovviamente. Sostiene che ci siano in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo. Mi avvio sempre di più a pensare che il PD abbia deciso di rovinarsi completamente, cosa in cui sono già stati bravi in passato. Teoricamente parlando, lui che sta a sinistra, almeno a centrosinistra, dovrebbe essere vicino alla gente, vicino ai deboli. Da cosa pensa che nasca l'antipolitica? Nasce dalle sue scelte, prima di tutto, perché la popolazione vede che lui e i suoi amichetti si mettono allegramente insieme, rinunciando ai principi e ai diritti fondamentali che dovrebbero difendere coi denti (vedi articolo 18 per il PD). Dal fatto che si mettono di traverso per evitare che si tocchi il loro stipendio, dal fatto che la politica non fa altro che proporre scandali ogni giorno. Bersani non deve essere contro l'antipolitica, deve capirne le ragioni profonde, deve capirne la delusione, la delusione che lui stesso ha creato ed alimentato. Deve capire che l'antipolitica non è fatta di persone che di politica si interessano. L'antipoltica non è una protesta, è il tentativo di cambiare la politica dal di fuori, perché ci si è resi conto che da dentro non cambierà mai. Bersani capisca che l'antipolitica è fatta di ideali di giustizia ed equità che loro hanno calpestato, l'antipolitica è il frutto della loro incapacità, del loro essere lontani da tutti. Torni ad essere vicino alla gente, invece di creare mostri che non esistono. Al buio, qualsiasi cosa fa paura, ma se accendessero la luce nella loro testa vedrebbero che non c'è proprio da aver paura di niente. Sennò, che vengano spazzati via, tanto meglio...