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lunedì 4 marzo 2013

Il berlusconiano irriducibile ed il PDino illuminato

L'Enciclopedia, grande protagonista dell'Illuminismo
Il berlusconiano irriducibile ha votato Berlusconi, un'altra volta. Ha fatto finta di niente, scivolando nell'ombra, ma alla fine il richiamo è stato troppo forte. Lui vota Silvio, sempre e per sempre, senza se e senza ma. Il berlusconiano irriducibile pensa alle proprie tasche,che sia un evasore o uno sfortunato a cui fanno comodo trecento euro di IMU. Il berlusconiano irriducibile, dell'etica se ne frega. Se in giro per il mondo l'Italia viene derisa, lui si fa forte della sua intima sicurezza: "fossi Berlusconi, anche io mi darei ai festini". Guarda un po' storto gli immigrati, difende la Chiesa spesso senza andare a messa, muore dalle risate di fronte a Silvio barzellettiere. Si ritiene un esperto liberale e liberista, ma non si preoccupa di confrontare il programma del PDL con quelli veramente liberali (leggi Fare...), perché lui sa perfettamente che Brunetta vincerà il premio Nobel. E, se l'economia va male, la colpa è dei mercati cattivi che ce l'hanno con Silvio.
Il PDino illuminato è una particolare specie di PDino che vive sparso nella penisola. Lui vota PD, per definizione. Prima votava DS o Margherita, prima ancora PDS, prima ancora perlopiù PC, perchè sia chiaro, le facce sono le stesse ma c'è un grosso rinnovamento in atto! Il PDino illuminato vive nella convinzione che lui sia il più intelligente e capace di scegliere il partito che propone le cose più intelligenti (guarda caso, conclude che sia sempre il PD). Il PDino illuminato spiega al resto del mondo la democrazia, poco importa che il suo partito nomini o influenzi le nomine di direttori di asl, primari, dirigenti di aziende pubbliche, partecipate, fondazioni eccetera solamente su base politica e così si crei un consenso forzato. Poco importa che i membri del suo partito siano protagonisti di scandali ripetuti ed usino le spese di rappresentanza come un conto in banca personale. Poco importa che il suo partito rifiuti le preferenze per poter decidere chi entra in Parlamento e chi no. Poco importa che candidi Rosy Bindi in Calabria o la Finocchiaro in Puglia. Poco importa che chi ha vinto le primarie per i parlamentari finisca in lista dietro agli esponenti di listini scelti dai dirigenti. Lui ha fatto le primarie, quindi non ha nulla da imparare in quanto a democrazia. Il PDino illuminato ha perdonato al suo partito il non aver fatto la legge sul conflitto di interessi, ha perdonato Violante che assicurava che "le televisioni (di Berlusconi ndr) non sarebbero state toccate", ha perdonato la bicamerale e tutto il resto. Ma se Bersani dice "stavolta la faremo la legge sul conflitto di interessi" lui non solo ci crede, ma pensa anche che chi non ci crede non sia illuminato come lui. Il PDino illuminato sostiene di avere dei valori più forti degli altri, poco importa se cinque anni fa era contro la modifica dell'articolo 18 ed ora sia a favore solo perché ora è a favore anche il PD. Poco importa quello che il PDino illuminato crede riguardo ai diritti civili, il PD propone il modello tedesco? Il Pdino illuminato scopre di aver sempre guardato alla Germania come modello, se poi è per matrimonio e adozione per gli omosessuali lo dirà solo dentro casa, quatto quatto. Il PDino illuminato se la prende (a ragione) con Berlusconi che vuole restituire 4 miliardi di IMU sulla prima casa per rilanciare i consumi e far respirare le famiglie ma, se il suo partito vuole pagare il debito dello stato verso le imprese con dieci miliardi all'anno da reperire con l'emissione di titoli di Stato, pensa che sia la genialata economica del secolo. Perchè in questo caso si rilancerebbe l'occupazione, se invece si rilanciassero i consumi no... Domanda: Berlusconi potrebbe dire, rimborso l'IMU emettendo titoli di stato, e per soli 4 miliardi, a quel punto sarebbe ancora stupido? La mia risposta è ovviamente si, come è stupida la proposta PD senza una rimodulazione delle altre spese.
Sia il PDino illuminato che il berlusconiano irriducibile non sono la totalità del proprio schieramento, ma sono esageratamente diffusi. Oggi hanno un nuovo nemico in comune: il grillino spaesato. Il quale, poverino, sperava di fare solo opposizione e si ritrova invece a contare un bel po'. Non ha ancora messo piede in Parlamento ma ha già la responsabilità dell'Italia sulle spalle (lui, mica chi ha governato gli ultimi 40 anni...). Dovrebbe votare i punti di Bersani perché sono anche i suoi, se non lo facesse sarebbe un irresponsabile, poco importa che Bersani e Berlusconi siano stati per un anno insieme in Parlamento con la maggioranza più grande della storia della Repubblica e che non siano nemmeno riusciti a fare la legge elettorale, loro sono da perdonare. Poco importa che gli otto punti di Bersani non combacino con quelli del m5s, che dove uno dice "zero soldi ai partiti" l'altro risponda "un po' di soldi ai partiti per non far fare la politica ai soli ricchi ed ottimati (?!?, grande comunicazione Bersani style)". 
Sia il PDino illuminato che il Berlusconiano irriducibile sono la causa principale dei milioni di voti che perde il proprio partito, perchè non sanno cosa sia l'autocritica. Per loro consiste nel dire "si abbiamo sbagliato, ma ce l'hanno tutti con Silvio" oppure "si, abbiamo sbagliato, ma chi non ci ha votato è comunque stupido". A loro non viene in mente che chi ha votato m5s possa averlo fatto per dargli un segnale di cambiamento, che possa averlo fatto perchè è stufo delle cose che non vanno nei loro partiti. Preferiscono pensare che otto milioni di italiani si siano rincitrulliti e siano diventati una massa di pecoroni che credono alle (tante) idiozie che dice Grillo sull'economia. Non hanno capito che siamo al punto in cui la buona volontà e l'onestà potrebbero contare più di un'incapacità manifesta di criticarsi e migliorarsi. Non hanno capito che per recuperare voti è necessario scendere dalla propria torre e capire quello che pensano le persone. Non hanno capito che finché ci saranno persone come loro, altri non potranno più di tanto forzare il proprio senso critico ad accettare un voto da dare a chi pensa di essere perfetto.


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venerdì 30 novembre 2012

Se Renzi è come Berlusconi

di Luca

Raffigurazione di Socrate in una cesta
Non ho nessuna particolare simpatia per Bersani, sia chiaro fin da subito. Mi permetto tuttavia un pensiero in difesa della sua posizione riguardo alla possibilità che al secondo turno delle primarie del PD votino anche coloro che non hanno votato al primo turno. Ci sono delle regole, giuste o meno, che Renzi conosceva e conosce. Non sono state imposte a nessuno ma decise di comune accordo, ed erano assolutamente note a tutti i partecipanti alle primarie. Queste regole dicono che chi non ha votato al primo turno non può andare a votare al secondo e io non solo non ci vedo nulla di strano ma lo trovo sacrosanto. Se uno era interessato alle primarie del PD, e non dico che si debba esserlo per forza, avrebbe potuto tranquillamente andare a votare al primo turno. E' una questione di rispetto per chi a votare ci è andato e ha ritenuto opportuno spendere parte del suo tempo per questo. La filosofia dell'andare a votare solo se c'è una chance è tipica di chi fa prevaricare l'opportunismo al sincero coinvolgimento nelle vicende politiche e questa è gente che andrebbe tenuta lontana da qualsiasi partito. Il voler cambiare le regole in corsa è pratica propria del Berlusconismo e di chiunque abbia in sé una mancanza di rispetto totale per le regole e per gli altri e questa è gente che andrebbe tenuta lontana da qualsiasi partito. Non mi interessa niente del fatto che le regole siano giuste o meno, mi interessa una classe politica che le regole le rispetta. Il continuo polemizzare di Renzi a tal proposito e l'adoperarsi dei suoi comitati per far registrare gente che non ha votato facendo loro fingere di essere stati impossibilitati o malati mi dà il voltastomaco. Bisognerebbe tenere presente che il rispetto viene prima di tutto.

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Rubricone: Renzi-Bersani, differenze.


30/11/2012 di Michele

TASSE
Renzi: Imu, No ai condoni.
Bersani: Sgravi fiscali sul lavoro, Sgravi fiscali per donne e giovani, riduzione aliquota Imu, Patrimoniale.

EVASIONE FISCALE
Renzi: Accordo con Svizzera per rientro capitali, Miglioramento “sistema Equitalia” favorita da una miglior tecnologia con incrocio banche dati.
Bersani: Lotta ai paradisi fiscali, Mai più un condono, Riduzione del contante in circolazione e tracciabilità a 300€ (riduzione commissini bancarie), Tracciabilità movimenti bancari, Incrocio banche dati, Armonizzazione europea dei sistemi fiscali.

EUROPA
Renzi: Stati Uniti d’Europa con elezione diretta del Presidente, BCE indirizzata alle politiche per le piccole e medie imprese, Servizio Civile obbligatorio, più rigore e più crescita, non rinegoziare il patto di stabilità.
Bersani: Stati Uniti d’Europa, Maggior controllo su tutti i bilanci, Minore austerità, Aumento politiche di investimento, Gestione comunitaria del debito, Sì al patto di stabilità, Tassare maggiormente la finanza.

FUTURO E GIOVANI
Renzi: Minor burocrazia, Velocizzazione della giustizia civile, Maggior lavoro femminile.
Bersani: Aumento fondi per il diritto allo studio, Sgravi fiscali per l’incentivazione del lavoro, Maggiore innovazione, Agenda Energetica, Maggior rispetto per l’ambiente (qualificando la produzione).

RIFORMA FORNERO
Renzi: Sì all’aumento dell’età pensionabile, Più semplicità e trasparenza, Aumentare fondi per l’autosufficienza, la disabilità e i fondi sociali dei Comuni, Regolamentazione sul lavoro basata su 60 articoli.
Bersani: Devono essere ritoccati ammortizzatori sociali, precarietà e politiche attive, pensioni proporzionate all’età in cui si ha accesso (più tardi vai in pensione, più prendi).

FIAT
Renzi: Rimanere in Italia costruendo auto di miglior qualità.
Bersani: Maggiore chiarezza.

DIRITTI CIVILI
Renzi: Civil Partnership, Adozioni più facili per gli eterosessuali.
Bersani: Legge sull’omofobia, Legge sulle Unioni Civili alla tedesca, Maggiori diritti a coloro che sono già figli di omosessuali.


CASTA E ANTIPOLITICA
Renzi: Abolizione finanziamento pubblico ai partiti, Abolizione di tutte le Province, Eliminazione di tutti i vitalizi, Stipendio del top management non superiore a 10 volte quello dell’operaio, Revisione del sistema di nomine nelle aziende partecipate dal Pubblico, Dimezzamento numero dei Parlamentari, Rafforzare la legge anticorruzione.
Bersani: Già fatti:abolizione vitalizi parlamentari e dimezzamento finanziamento pubblico ai partiti.Da fare: Tagliare 5/6.000 partecipate inutili, Sì al finanziamento pubblico ai partiti, Stipendio del Parlamentare equiparato a quello di un Sindaco di una città capoluogo,Dimezzamento numero dei Parlamentari, Legge sui partiti (per trasparenza e co.), Tetto per le retribuzioni non solo dei politici ma anche del top management delle grandi aziende.

ALLEANZE
Renzi: No a UDC (soprattutto in Sicilia)
Bersani: Sì a UDC se condivide il nostro programma (PD-SEL-Socialisti)

CRISI
Renzi: Distribuire 21 miliardi di € a chi guadagna meno di 2.000€ al mese (100€ a testa), Accrescere la capacità di spesa del ceto medio, Aumentare le tasse sul gioco d’azzardo.
Bersani: Risparmio sulla spesa pubblica, Calmierare prezzi di alcuni beni (per es. farmaci, benzina, gas, ecc…), Accrescere l’autonomia d’investimento dei Comuni, Garantire un maggior credito alla piccola impresa grazie alle garanzie della Cassa Depositi e Prestiti.

MEDIO ORIENTE
Renzi: L’Europa (e l’Italia) deve risolvere il problema della dittatura iraniana per poter combattere le crisi in Medio-Oriente e difendere le donne nei Paesi dove non hanno dignità.
Bersani: L’Europa (e l’Italia) deve risolvere il problema israelo-palestinese tramite l’accettazione della Palestina come Stato osservatore all’ONU (domanda votata il 29.11.2012) e non isolando la posizione moderata di Abu Mazen ed avallando quella estremista di Hamas.

SUD
Renzi: No alle raccomandazioni (per cosa conosci e non per chi conosci), Semplificazione, Miglior gestione dei fondi europei.
Bersani:Cultura della legalità, Lotta alla corruzione, Maggiori investimenti, Miglior uso dei fondi europei ed italiani, No all’abbandono scolastico, Miglior gestione dei Rifiuti e degli Asili nido, No ai finanziamenti prima ma sì al credito d’imposta dopo l’investimento, Lotta alla Mafia.

INDUSTRIA
Renzi: Scommessa sulla chimica verde, Riattivare la politica industriale (assente fino ad oggi), No ai sussidi alle grandi aziende e No alle grandi opere.
Bersani: Migliorare la gestione delle partecipate dallo Stato, Scommessa sulla chimica verde, Riunire i settori siderurgici, Rilanciare l’edilizia, Innovazione tecnologica e ambientale verso la riqualificazione.

CONFLITTO D’INTERESSI
Renzi: Riformare le Authorities, legge sul conflitto d’interessi nei primi 100 giorni.
Bersani: Legge sull’incompatibilità, Antitrust sulle comunicazioni.

SCUOLA E UNIVERSITA’
Renzi: Premiare il merito degli insegnanti.
Bersani: Mai più altri tagli, Fermare la fuga dei cervelli, Valorizzare gli Enti di Ricerca, Maggior turn-over, Maggiori fondi al Diritto allo Studio.

LEGGE ELETTORALE
Renzi: Come quella per l’elezione del Sindaco.
Bersani: Doppio turno a Collegi.

LIBERALIZZAZIONI
Renzi: Più pompe bianche.
Bersani: Liberalizzare farmaci, carburanti, assicurazioni, telefonia, comunicazioni.

MAFIA
Renzi: Non dimenticare gli eroi antimafia, Più mezzi alle forze dell’ordine, Combattere il racket, Investire nella lotta alla criminalità nella scuola.
Bersani:Introdurre i reati di falso in bilancio, autoriciclaggio, voto di scambio, Maggiore informatizzazione della Giustizia, Più mezzi alle forze dell’ordine.

MINISTERI
Renzi: 10 Ministri di cui 5 donne.
Bersani: 20 Ministri di cui 10 donne e molti giovani.

VIOLENZA SULLE DONNE
Renzi: Risolvere il problema culturale della violenza aumentando il lavoro femminile.
Bersani: Maggiori pene, maggiore educazione al rispetto.

IMMIGRAZIONE
Renzi: Cambiare la legge Bossi-Fini.
Bersani: Regolare i flussi.

ALTRO
Renzi: No al nucleare.
Bersani: Forte battaglia contro le Mafie.

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venerdì 12 ottobre 2012

Quello che io non perdono

di Luca


no perdono
Discutendo con varie persone e guardando la televisione, capisco che molte persone considerano Matteo Renzi come un candidato che possa dare una svolta al PD e portarlo sulla via della modernità. Sembra essere la risposta al problema di mancanza di fiducia nella politica che ci interessa, tutti. Approvo molto di quello che Renzi dice, in tutta sincerità. Ma, se si parla di Renzi e di PD, sono molte le cose che non perdono. Non perdono il suo appoggio a Marchionne l'anno scorso: è facile parlare ora, doveva esserlo altrettanto farlo quando si costrinsero gli operai a sottoporsi a referendum incivili e contrari a ogni idea di democrazia che io possa concepire. Non discuto le ragioni economiche della faccenda, discuto il subordinare  i diritti di una persona a tali ragioni, questa è l'Italia e l'Italia deve essere un paese in cui tutto si fa in modo democratico. Non perdono a Renzi l'ostilità alla patrimoniale: secondo Forbes i dieci italiani più ricchi posseggono tanto quanto i tre milioni più poveri. E' una cosa vergognosa ed indegna, di fronte alla quale chiunque viva nello stesso tempo in cui sto vivendo io dovrebbe avere il buon senso di capire che è necessario un forte intervento su questi patrimoni. Non solo sarebbe un efficace metodo per far entrare nelle casse dello Stato un po' di soldi, sarebbe un segnale, sarebbe un simbolo, per uno Stato che deve essere equo, che deve pensare ai suoi cittadini. In Francia Hollande ha tassato al 75% i redditi sopra al milione di euro, non credo che qualche milionario possa morire se sottoposto a simile trattamento anche in Italia. Non perdono al PD gli scandali che lo coinvolgono, le decine di amministratori indagati, imputati, condannati. Non perdono al PD le garanzie a Berlusconi che "le televisioni non sarebbero state toccate". Non perdono al PD l'essersi accorti con anni di ritardo che non si può fare una legge contro la corruzione se chi la vota è un corrotto. Non perdono al PD l'essere contro di Pietro e il non appoggiare apertamente i pm di Palermo, perché la lotta alla mafia è una cosa seria e perché quelli come me si sono stufati di segreti di Stato e verità occultate. Non perdono al PD le parole vuote, i "faremo le riforme", i "bisogna dare delle risposte", i discorsi senza capo ne coda che da anni ci vengono propinati in televisione. Non perdono gli ultimi vent'anni, nei quali il gruppo dirigente è stato sempre lo stesso e che ci hanno portati in questa situazione. Non perdono me stesso, per essere stato troppo poco critico in passato.
 Che Renzi possa cambiare il PD è da vedere, se ci riuscirà magari comincerò a perdonare loro qualcosa. Intanto, non voterò un partito che, Renzi vincente o meno, porterà in parlamento D'Alema, Veltroni, Rosy Bindi, Violante. Credo che in pochi casi, quando si costruisce una nuova casa, si usa il cemento di quella appena distrutta. Forse solo se c'è una grossa penuria di materiale. Ma io non perdono chi crede che in Italia ci sia solo una risposta, chi crede che non ci sia nuovo materiale per costruire, chi crede che non ci siano idee.  Non perdono chi crede che la sua via sia la sola via possibile e crede che chiunque la pensi in modo diverso sia per forza un idiota urlante e privo di ogni facoltà di espressione del proprio libero pensiero. Per essere arroganti ci vogliono ben altri risultati , rispetto a quelli che questi signori credono di poter portare come prova della propria superiorità.



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domenica 7 ottobre 2012

Una politica di principi, non di Principi “dalebani”


07/10/2012 di Elena

Il dibattito politico di un Paese con una crisi economica industriale e ormai sociale sembra diventato soltanto uno: Primarie si o primarie no? Nel PD se ne parla apertamente, nel PDL rimane ancora forte il network parentale sociale tipicamente italiano per cui la nomina viene fatta per passaggio dello scettro (non che nella sinistra degli ultimi anni, mascherata dietro la democratica scelta  non si sia fatta attenzione spudorata al mantenimento della poltrona).
 Eppure a meno di un semestre dal voto ancora non sappiamo i programmi che potremo confrontare, nessuno ha parlato di priorità governative. Dopo venti anni di berlusconismo folle (e sembra davvero che di berlusconiani non ce ne siano rimasti che veterani nostalgici) continuiamo a dibattere la costruzione del personaggio che meglio può rappresentare la leadership nel nostro Paese azzoppato dalla finanza speculativa prima e dal governo dei tecnici poi.
A Novembre i nostri bei politici rampanti non si sono preoccupati di volere un governo politico, lungi da loro doversi proporre agli italiani con un programma sensato,  eppure loro ne hanno fatto il loro lavoro della politica e non avrebbero dovuto di certo avere tutta questa fretta di delega verso freddi tecnici burocrati interessati alla mera rendicontazione statale. Ma tutti (chi più chi meno) contenti ci siamo ritrovati con questo bel Governo di tecnocrati, burocrati che hanno gestito il nostro Stato come un ideal type  weberiano, hanno applicato perfettamente regole e statuti senza andare minimamente ad invischiarsi nella storia politica e sociale di un popolo che non ce la sta facendo più (o che forse ce la fa ancora troppo bene per continuare a stare zitto).
Ma sono tanti quelli che hanno già una tremenda nostalgia del governo Mario Monti; ce l’hanno quelli che lottano per una riforma elettorale senza coalizioni, in cui i partiti sarebbero costretti a nominare un terzo a capo del governo non avendo nessuno la maggioranza sufficiente per proporre il proprio capogruppo, ce l’hanno quegli italiani che temono di vedersi deridere di nuovo dal Parlamento europeo con barzellettieri, ce l’hanno quei lavoratori per cui lo spread, il rendimento dei titoli di Stato e le politiche della BCE non sono altro che l’annunciazione che l’azienda in cui lavorano non avrà il finanziamento della banca rischiando il collasso. Ce l’abbiamo un po’ tutti questo timore. Come un bambino che quando finisce la storia deve andare a dormire e vorrebbe rimandare il momento in cui l’antagonista viene ucciso e la storia giunge all’epilogo i nostri politici affezionati non vogliono la sconfitta del mostro Monti per non vedersi recapitare la famosa lettera di licenziamento (le cui politiche hanno reso così frequenti) che li rimanda a casa.
Rottamare, rinnovare, ricambiare? Non so quale sia il termine più appropriato. Noi che siamo stati definiti la “generazione persa” non possiamo continuare a tenerci i Principini della vecchia generazione a governare; vogliamo tenerci alcuni princìpi, ma non vogliamo quelli che Einaudi definirebbe i “dottrinari”, quelli che non si interrogano sui propri valori, ma li accettano miseramente perché imposta dal gruppo parlamentare di appartenenza, siamo stanchi di questo assurdo vecchio modo di far politica, dove il merito non conta (ed io non ci sto a dire che il merito in questo Paese farebbe soltanto danni), dove i legami famigliari regolano le scatole cinesi del potere delle aziende e delle istituzioni, basta con questi burattini il cui punto di vista è la fede politica incondizionata e trascendentale del Partito. Non esistono principi che non siano fondati sull’esperienza, sul ragionamento e un Partito non può chiedere uniformità di pensiero, perché non può esserci uniformità di vite. Ben vengano dunque le Primarie in cui si mette in gioco la linea di partito, vorrei soltanto che al termine non trovassimo un leader, non ne abbiamo bisogno, di un programma invece che delinei l’immagine di società che ci vogliamo proporre e soprattutto che metta al primo posto la politica industriale ne abbiamo una vitale e necessaria necessità.

Bersani, Renzi ora che sappiamo finalmente che la partita è ancora aperta e che le regole ci piacciono a tutti diteci che cosa volete fare e dove volete andare: “Usato garantito o rottamatori” che sia il MERITO a scegliere la Weltanshaung per ripartire, il locomotore delle idea di sinistra a cui sarà spero rinnovato il modo di pensare e lasciato il giusto spazio di intervento individuale. Basta al vecchio PCI mascherato, basta  parlare del mio partito come di una casata mafiosa e attenzione mio caro “Usato garantito” riguarda i tuoi principi, i tuoi valori come coefficienti del tuo operato e non ti limitare a garantire il trono ai soliti Principi “dalebani” non ci occorrono più e il loro scettro di marzapane si è sciolto completamente. 


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lunedì 2 luglio 2012

Bersani e Patrimoniale, fantasmi (benedetti) o colpo di sole?

Pierluigi Bersani ha dichiarato oggi che vuole una Imu più bassa e un'imposta sui grandi patrimoni immobiliari. Amen, innanzitutto. Non sono ancora del tutto convinto della sincerità dei concetti che esprime, dato che non mi convince il giochino Pd coi moderati/Pd con Vendola e di Pietro/Pd con le liste civiche/Pd col governo/Pd con i guelfi o coi ghibellini, però pare che qualche lume di saggezza sia rimasto, anche per sbaglio, nella testa del segretario. Lui, ex comunista alla guida di un partito che si proclama di centrosinistra, sostiene un governo di centrodestra e ha guardato in silenzio tale governo distruggere le tutele dei lavoratori, spesso con manifesta incapacità, quando di certo erano altre e diverse le misure da prendere. Ora ha capito che si deve imporre, chiedendo che venga fatta anche qualcosa di sinistra, tanto per dargli un contentino, non vuole mica dar fastidio a nessuno. Perciò, chiede la patrimoniale, il cielo sia lodato. Sarebbe sacrosanto che chi ha un sacco di soldi, e in Italia sono più di quello che si possa pensare, contribuisca in certi frangenti molto più che proporzionalmente al risanamento del Paese. Io la vedo così, non so se anche Bersani la vede veramente così. Magari e stato illuminato da qualche fantasma del passato (o del presente), magari ha preso un colpo di sole. Come sia, se segue questa linea fino in fondo della sua sincerità non può fregarmene di meno.

domenica 27 maggio 2012

RUBrICONE

27/05/2012 di Michele



La contestazione ci sta.La contestazione è giusta.La contestazioone è libertà, è democrazia.Speriamo di non dover mai vivere in un Paese in cui non si possa contestare.Ma si può contestare anche la contestazione! Sinceramente mi sarei anche un po’ scocciato della contestazione a Monti!Un illustre professore settantenne, di fama mondiale che dopo essere stato implorato in ginocchio dal Capo dello Stato, si prende la responsabilità di “salvare” un Paese, l’Italia, nonostante sia continuamente oggetto di forti critiche e spesso anche di attacchi ed insulti personali da parte di esponenti politici estremista-populisti il cui unico scopo è racimolare qualche voto in più cavalcando il malcontento popolare.
Purtroppo  o per fortuna alcuni partiti (la Lega e il PdL) sono usciti dalle recenti elezioni amministrative “con le ossa rotte” per usare un eufemismo da tg.
Il PdL (come era sempre stato preannunciato da tutti) senza i diktat di Silvio Berlusconi si è ritrovato un partito senza anima perché privo di un programma politico qualsiasi ,perché costruito interamente intorno ad un’unica persona che ne godeva i benefici quando riusciva a governare (e di conseguenza ne godevano tutti i vassalli, valvassini e valvassori).In molte città ha addirittura rinunciato al proprio simbolo per presentarsi con liste civiche ad hoc ma che in realtà facevano comunque capo al PdL.Il risultato di questa strategia non è stato altro che una sconfitta schiacciante (dal punto di vista del bipolarismo 6-15 nei comuni capoluogo) ed un annichilimento in termini di valore assoluto.Staremo a vedere il nuovo grande partito tanto annunciato dal grande Boss e da Alfano…
La Lega, che da sempre si faceva vessillo dell’onestà, è stata travolta dagli scandali su “the family” ed azzerata (ha perso ovunque tranne che a Verona dove Tosi si è conquistato una vittoria che sa molto di personale) e sta cercando di ripartire appunto dalla protesta e dalla contestazione ma chissà quanto sarà credibile adesso quando parlerà di aiutare i poveri imprenditori veneti…
Il PD ha indubbiamente vinto, anche se i termini vincere e perdere quando si parla di elezioni sintetizzano un concetto che è molto più complesso e sembrano quasi voler indicare un punto di arrivo piuttosto che di partenza.Ha stravinto se parliamo in termini di coalizione del centrosinistra e ci consideriamo anche Orlando e Doria (per esempio) ed ha vinto se parliamo del solo Partito Democratico.
Grillo ha vinto, ha preso un grande capoluogo ed un comune (se non sbaglio) ma ha comunque aumentato il suo riconoscimento politico anche se, come stiamo vedendo a Parma, c’è differenza tra “fare opposizione” ed urlare a destra e a manca contro tutto e contro tutti, ed invece amministrare un Comune; i primi contrasti sono venuti già al momento delle nomine….
Gli altri partiti sono stati praticamente nulli (se escludiamo alcuni rari esempi).La nota negativa è stata la bomba ritrovata al seggio di Rapallo; e questo si ricollega al mio RUBrICONE della scorsa settimana.La novità (che poi tanto novità non è) è stata la candidatura ufficiale di Montezemolo alle prossime Politiche (sperando che non continui con la tecnica del candidarsi ed il giorno dopo smentire, ma stavolta sembrava abbastanza definitiva come decisione).
Un’ultima lancia spezzata in favore di M.M.Per chi pensava che la manovra finanziaria fosse fatta di sole imposte, per chi pensava che la fase due non dovesse mai venire, ecco,è iniziata: 20-30 miliardi di euro per sbloccare i crediti verso la Pubblica Amministrazione e 8 miliardi per le politiche di occupazione giovanile.A voi la parola adesso…

domenica 15 aprile 2012

Bersani, contrastare antipolitica, contrasti sé stesso invece

Pierluigi Bersani, capo del PD, oggi dichiara che i partiti hanno la necessità di contrastare l'antipolitica, altrimenti tutti verrebbero spazzati via. Tutti loro, ovviamente. Sostiene che ci siano in giro molti apprendisti stregoni che sollevano un vento cattivo. Mi avvio sempre di più a pensare che il PD abbia deciso di rovinarsi completamente, cosa in cui sono già stati bravi in passato. Teoricamente parlando, lui che sta a sinistra, almeno a centrosinistra, dovrebbe essere vicino alla gente, vicino ai deboli. Da cosa pensa che nasca l'antipolitica? Nasce dalle sue scelte, prima di tutto, perché la popolazione vede che lui e i suoi amichetti si mettono allegramente insieme, rinunciando ai principi e ai diritti fondamentali che dovrebbero difendere coi denti (vedi articolo 18 per il PD). Dal fatto che si mettono di traverso per evitare che si tocchi il loro stipendio, dal fatto che la politica non fa altro che proporre scandali ogni giorno. Bersani non deve essere contro l'antipolitica, deve capirne le ragioni profonde, deve capirne la delusione, la delusione che lui stesso ha creato ed alimentato. Deve capire che l'antipolitica non è fatta di persone che di politica si interessano. L'antipoltica non è una protesta, è il tentativo di cambiare la politica dal di fuori, perché ci si è resi conto che da dentro non cambierà mai. Bersani capisca che l'antipolitica è fatta di ideali di giustizia ed equità che loro hanno calpestato, l'antipolitica è il frutto della loro incapacità, del loro essere lontani da tutti. Torni ad essere vicino alla gente, invece di creare mostri che non esistono. Al buio, qualsiasi cosa fa paura, ma se accendessero la luce nella loro testa vedrebbero che non c'è proprio da aver paura di niente. Sennò, che vengano spazzati via, tanto meglio...