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lunedì 26 novembre 2012

Le primarie del PDL, venghino Signori!

Il Circo, George Seurat
Il PDL, vedendo che il PD con le sue primarie è riuscito almeno a catturare un po' di attenzione, sta per preparare il contrattacco. Sono 7, o forse 9, o forse nessuno, i candidati alle primarie del partito che promette di sconvolgere la politica italiana con un'ondata di freschezza e liberalismo che possano trarci in salvo tutti dalla catastrofe. 
I campioni della libertà saranno elementi di assoluto primo piano. C'è Daniela Santanchè  ("Berlusconi è ossessionato da me. Tanto non gliela do..."), Giorgia Meloni ( "[sulle leggi ad personam] bisogna contestualizzarle. Sono delle leggi che Berlusconi ha fatto per se stesso. Ma sono leggi perfettamente giuste" ), Michaela Biancofiore ( "i bar sono pieni di gente nonostante la crisi",  [su Berlusconi]"ha il difetto di amare le donne, ma almeno non è come Marrazzo che va a transessuali, ed è un uomo normale" ), Crosetto e Cattaneo seri per caso ed Alfano, il mitico segretario che ha voluto le primarie, sua personale conquista ( "le primarie hanno senso solo se non si candida il presidente Berlusconi" ). Solo per un pelo Sgarbi, sconcertato e disgustato dalla decisione di Alfano di non candidarsi nel caso in cui lo facessero anche degli indagati [ come non capirlo?... ndr], si è ritirato. 
In tutto questo simpatico raduno di papabili Churchill di casa nostra, si è infine inserito il Buon Vecchio Silvio, sceso improvvisamente da Marte ( " la gente è molto delusa da questa politica e da questi partiti "). Ovviamente, portando con sé l'ipotesi di un abbandono dell' idea primarie nel caso di nuova, pia discesa in campo. 
Insomma, Alfano e gli altri vogliono le primarie, che Berlusconi non vuole o forse si, ma se Berlusconi c'è Alfano non si sa, Meloni si, Alfano solo senza gli indagati, Berlusconi è indagato, Snatanché pure e chiede che Alfano si ritiri, Sgarbi è disgustato, Zamparini dice che Berlusconi si fa un nuovo partito, Berlusconi è indignato, aspe no....Venghino Signori Venghino!....

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martedì 17 aprile 2012

Alfano Bersani Casini, quanto siete carini

Alfano, Bersani e Casini hanno fatto sapere ieri sera, in occasione della loro relazione alla proposta di legge sui finanziamenti ai partiti che hanno presentato tutti insieme allegramente, di essere contrari all'abolizione totale dei finanziamenti ai pariti. Premesso che dell'argomento ho già parlato, ripeto che sono anche io convinto che i rimborsi elettorali debbano essere dati ma in un certo modo c he preveda la loro totale esclusione dalla gestione del denaro (rimborso diretto dello Stato a chi gli fornisce i servizi). In questo modo, saremmo anche sicuri che i rimborsi siano veramente rimborsi e non altro. Detto questo, mi vorrei soffermare un attimo sulla soave unione di voci che caratterizza l'espressività di questi tre leader di partito oggi. Persone che dovrebbero odiarsi politicamente cinguettano in modo amabile, mentre la leggera brezza primaverile li avvolge. Ora, se tappandosi il naso si può giungere a concepire l'idea che per un fantomatico senso di responsabilità verso lo Stato, malattia nuova che li ha contagiati da poco, si mettano insieme in un governo di unità nazionale mandando a puttane quello in cui credono, questo non è la stessa cosa. Qui quello che li tiene insieme è solo il senso di unità verso le loro tasche. Mi rendo conto che possa essere demagogia, mi rendo conto che possa sembrare un discorso banale e terra terra, però credo che la semplicità a volte nasconda delle verità e questo e uno di quei casi. E' mai possibile che nemmeno su questa questione debbano venir fuori soluzioni e proposte differenti da tre partiti che insieme dovrebbero rappresentare la stragrande maggioranza del Paese? E' mai possibile che si debba assistere a uno spettacolo così ideologicamente indecoroso, così penoso mentre tutti noi facciamo sacrifici e veniamo sommersi di tasse? Non dovrebbero nemmeno avere la faccia di presentarsi in pubblico e stanno lì come tre chierichetti a fare quelli che necessitano di finanziamenti per non essere preda degli interessi particolari, delle lobby. Come se oggi non lo fossero...