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domenica 28 ottobre 2012

RubRicone: Berlusconi:no Imu, no Monti, no crisi, no Grillo, no no e poi no.

di Michele

fenice politica
Da Wikipedia: “la fenice, spesso nota anche con l'epiteto di Araba fenice, era un uccello mitologico noto per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri dopo la morte.
Una dote che senza dubbio nessuno è in grado di negaare a Silvio Berlusconi è sicuramente quella di saper rinascere dalle proprie ceneri.Dopo la delusione dell’esperienza di Governo del ’94 e con diversi processi in ballo, sembrava già dover uscire dalla scena politica italiana; sembrava che la legge (che non c’è stata) sul conflitto di interessi l’avrebbe fatto tornare esclusivamente alle preoccupazioni imprenditoriali ed invece in 5-6 anni ha riformato il partito ed ha rivinto le elezioni governando per un’intera legislatura.La deludente esperienza prodiana del 06-08 l’ha riportato a Palazzo Chigi ma le molte intercettazioni, tra puttane e Lavitola, lo spread ed i dissidi interni (ed anche l’età se volete) avevano dato a tutti l’impressione che fosse finalmente giunta la fine della carriera politica di Silvio Berlusconi.Ed invece no!
Ed invece ci sono ancora dei conti da regolare, delle leggi ad-personam da fare, la “magistratocrazia” da estirpare, il Governo Monti da far cadere (che fino ad oggi ha appoggiato e del quale aveva anche paventato la sciagurata idea di un bis), l’Imu da cancellare, la coercizione tributaria da eliminare, il Demonio comunista da cacciare.
Ma questa volta non andrà così.
Ormai Berlusconi è una bestia impaurita e come il cinghiale che, ferito dalle fucilate continua a corrrere per qualche centinaio di metri verso morte certa chissà dove, anche lui spaventato dalla sua (o sue, vedremo il caso Ruby) condanna, ha fatto ricorso a tutto il suo vecchio repertorio populista, sparando a zero su tutto e tutti e cercando di fare opposizione piuttosto che governo (che è più facile in momenti di crisi) nella speranza di poter raccogliere un qualche consenso, ormai ridotto all’osso, per poter ancora una volta sedere in Parlamento ed ancora una volta sfuggire alla Giustizia.
Ma la transizione nel PDL è già iniziata, i cosiddetti “falchi” già si stavano scannando per la leadership, il povero Alfano che finalmente da un po’ riusciva a non essere solamente il burrattino del grande Mangiafuoco di Arcore è rimasto spiazzato e se farà un passo indietro per la segreteria (come chiede la Santanchè) allora di sicuro non lo farà per la poltrona di Premier.Napoli addirittura si è sbilanciato dicendo che Berlusconi nel Pdl ormai è in minoranza (non penso) ma di sicuro non gode più dell’appoggio incondizionato di tutti.
Il consenso popolare ormai non è in grado di far ritornare il Pdl (che ormai ha in Parlamento una rappresentanza più che doppia rispetto alla realtà politica attuale) come il primo partito d’Italia (ricordiamoci che la perdita dei consensi nel Pdl è avvenuta CON Berlusconi e non dopo)  anche gli ex-Berlusconiani capiscono (finalmente) che non è più il momento di baraldate e che è l’ora di fare un passo (non indietro, non di lato, ma come si è sempre detto prima di queste locuzioni-buffonata) avanti verso un Governo serio che riesca finalmente a riformare il Paese per metterlo in sicurezza dalla tempesta economico-finanziaria).
Qualsiasi colpo di scena non riuscirà a convincere ancora e forse, se riuscirà a mantenersi unito ma ne dubito, allora il Pdl riuscirà a tenere il terzo posto tra i consensi degli italiani che ormai hanno ucciso la Fenice.


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Vedi anche: RubRicone 12/10/12

domenica 7 ottobre 2012

Una politica di principi, non di Principi “dalebani”


07/10/2012 di Elena

Il dibattito politico di un Paese con una crisi economica industriale e ormai sociale sembra diventato soltanto uno: Primarie si o primarie no? Nel PD se ne parla apertamente, nel PDL rimane ancora forte il network parentale sociale tipicamente italiano per cui la nomina viene fatta per passaggio dello scettro (non che nella sinistra degli ultimi anni, mascherata dietro la democratica scelta  non si sia fatta attenzione spudorata al mantenimento della poltrona).
 Eppure a meno di un semestre dal voto ancora non sappiamo i programmi che potremo confrontare, nessuno ha parlato di priorità governative. Dopo venti anni di berlusconismo folle (e sembra davvero che di berlusconiani non ce ne siano rimasti che veterani nostalgici) continuiamo a dibattere la costruzione del personaggio che meglio può rappresentare la leadership nel nostro Paese azzoppato dalla finanza speculativa prima e dal governo dei tecnici poi.
A Novembre i nostri bei politici rampanti non si sono preoccupati di volere un governo politico, lungi da loro doversi proporre agli italiani con un programma sensato,  eppure loro ne hanno fatto il loro lavoro della politica e non avrebbero dovuto di certo avere tutta questa fretta di delega verso freddi tecnici burocrati interessati alla mera rendicontazione statale. Ma tutti (chi più chi meno) contenti ci siamo ritrovati con questo bel Governo di tecnocrati, burocrati che hanno gestito il nostro Stato come un ideal type  weberiano, hanno applicato perfettamente regole e statuti senza andare minimamente ad invischiarsi nella storia politica e sociale di un popolo che non ce la sta facendo più (o che forse ce la fa ancora troppo bene per continuare a stare zitto).
Ma sono tanti quelli che hanno già una tremenda nostalgia del governo Mario Monti; ce l’hanno quelli che lottano per una riforma elettorale senza coalizioni, in cui i partiti sarebbero costretti a nominare un terzo a capo del governo non avendo nessuno la maggioranza sufficiente per proporre il proprio capogruppo, ce l’hanno quegli italiani che temono di vedersi deridere di nuovo dal Parlamento europeo con barzellettieri, ce l’hanno quei lavoratori per cui lo spread, il rendimento dei titoli di Stato e le politiche della BCE non sono altro che l’annunciazione che l’azienda in cui lavorano non avrà il finanziamento della banca rischiando il collasso. Ce l’abbiamo un po’ tutti questo timore. Come un bambino che quando finisce la storia deve andare a dormire e vorrebbe rimandare il momento in cui l’antagonista viene ucciso e la storia giunge all’epilogo i nostri politici affezionati non vogliono la sconfitta del mostro Monti per non vedersi recapitare la famosa lettera di licenziamento (le cui politiche hanno reso così frequenti) che li rimanda a casa.
Rottamare, rinnovare, ricambiare? Non so quale sia il termine più appropriato. Noi che siamo stati definiti la “generazione persa” non possiamo continuare a tenerci i Principini della vecchia generazione a governare; vogliamo tenerci alcuni princìpi, ma non vogliamo quelli che Einaudi definirebbe i “dottrinari”, quelli che non si interrogano sui propri valori, ma li accettano miseramente perché imposta dal gruppo parlamentare di appartenenza, siamo stanchi di questo assurdo vecchio modo di far politica, dove il merito non conta (ed io non ci sto a dire che il merito in questo Paese farebbe soltanto danni), dove i legami famigliari regolano le scatole cinesi del potere delle aziende e delle istituzioni, basta con questi burattini il cui punto di vista è la fede politica incondizionata e trascendentale del Partito. Non esistono principi che non siano fondati sull’esperienza, sul ragionamento e un Partito non può chiedere uniformità di pensiero, perché non può esserci uniformità di vite. Ben vengano dunque le Primarie in cui si mette in gioco la linea di partito, vorrei soltanto che al termine non trovassimo un leader, non ne abbiamo bisogno, di un programma invece che delinei l’immagine di società che ci vogliamo proporre e soprattutto che metta al primo posto la politica industriale ne abbiamo una vitale e necessaria necessità.

Bersani, Renzi ora che sappiamo finalmente che la partita è ancora aperta e che le regole ci piacciono a tutti diteci che cosa volete fare e dove volete andare: “Usato garantito o rottamatori” che sia il MERITO a scegliere la Weltanshaung per ripartire, il locomotore delle idea di sinistra a cui sarà spero rinnovato il modo di pensare e lasciato il giusto spazio di intervento individuale. Basta al vecchio PCI mascherato, basta  parlare del mio partito come di una casata mafiosa e attenzione mio caro “Usato garantito” riguarda i tuoi principi, i tuoi valori come coefficienti del tuo operato e non ti limitare a garantire il trono ai soliti Principi “dalebani” non ci occorrono più e il loro scettro di marzapane si è sciolto completamente. 


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sabato 7 luglio 2012

Monti, tecnico del niente

Con la spending review varata dal governo Monti si è conclusa la seconda fase della strategia del governo: con i tagli, si vuole favorire la crescita. Apprezzo molto l'abilità di Monti & co. nel tagliare: sarebbero stati dei provetti boscaioli. Quello che non mi risulta è che serva una laurea alla Bocconi o una qualifica di grande ed esperto tecnico per mettere in atto strategie da boscaiolo. Intendiamoci, tagliare è giusto, gli sprechi sono molti e sono molti in molti settori, non critico affatto l'idea dei tagli in sé. Dato che sembra anche che siano serviti ad evitare l'aumento dell'Iva, meglio ancora. Il problema sta nell'assoluta mancanza di sorprese da parte di questo governo, il problema sta nel fatto che il governo tecnico non abbia, ad oggi, fatto niente che possa essere tale da giustificarne la tanto decantata supremazia rispetto ad un governo politico. Molti tagli sono giusti, altri meno, la conferma delle immense spese per i caccia è vergognosa, così come è simbolicamente vergognoso il contributo di dieci milioni alle scuole private (sarà un regalo alla Bocconi, a Confindustria o a Santissima Romanissima Chiesa?). In linea generale, tuttavia, da un governo di tecnici ci si aspettava di più (aggiungo, supertecnici, commissari e Michel Martoni vari): manca la riorganizzazione, manca l'ottimizzazione, manca un piano serio che possa nel tempo garantire una stabilità differente al Paese. Tagliare serve per l'oggi, ma verrà un giorno in cui non ci sarà più nulla da tagliare, cosa si farà allora? Perchè il governo non attacca l'evasione fiscale, immensa piaga dalla quale potrebbe facilmente reperire molti miliardi di euro ogni anno, non una tantum? Perché il governo non liberalizza ordini, professioni, giornalisti, tassisti e tutto ciò che può essere liberalizzato? Perché il governo non impone una Patrimoniale? Una delle sue forze doveva essere quella di poter compiere scelte coraggiose ed impopolari: la spending review e le idee per la crescita in generale sono figlie di una logica compromissoria degna della normale politica, perché allora serve Monti? Un Brunetta qualsiasi, un Padoa Schioppa qualsiasi, avrebbero saputo fare gli stessi tagli ( per carità, non ne auspico il ritorno...). Allo stesso modo, avrebbero saputo salvarci solo aumentando le tasse. La sensazione è che il pacato, pacatissimo Monti sia utile solo come Ministro degli Esteri ufficioso, effettivamente stimato da più parti all'estero ma pesantemente deludente quando si va a guardare il succo.

lunedì 2 luglio 2012

Bersani e Patrimoniale, fantasmi (benedetti) o colpo di sole?

Pierluigi Bersani ha dichiarato oggi che vuole una Imu più bassa e un'imposta sui grandi patrimoni immobiliari. Amen, innanzitutto. Non sono ancora del tutto convinto della sincerità dei concetti che esprime, dato che non mi convince il giochino Pd coi moderati/Pd con Vendola e di Pietro/Pd con le liste civiche/Pd col governo/Pd con i guelfi o coi ghibellini, però pare che qualche lume di saggezza sia rimasto, anche per sbaglio, nella testa del segretario. Lui, ex comunista alla guida di un partito che si proclama di centrosinistra, sostiene un governo di centrodestra e ha guardato in silenzio tale governo distruggere le tutele dei lavoratori, spesso con manifesta incapacità, quando di certo erano altre e diverse le misure da prendere. Ora ha capito che si deve imporre, chiedendo che venga fatta anche qualcosa di sinistra, tanto per dargli un contentino, non vuole mica dar fastidio a nessuno. Perciò, chiede la patrimoniale, il cielo sia lodato. Sarebbe sacrosanto che chi ha un sacco di soldi, e in Italia sono più di quello che si possa pensare, contribuisca in certi frangenti molto più che proporzionalmente al risanamento del Paese. Io la vedo così, non so se anche Bersani la vede veramente così. Magari e stato illuminato da qualche fantasma del passato (o del presente), magari ha preso un colpo di sole. Come sia, se segue questa linea fino in fondo della sua sincerità non può fregarmene di meno.

domenica 27 maggio 2012

RUBrICONE

27/05/2012 di Michele



La contestazione ci sta.La contestazione è giusta.La contestazioone è libertà, è democrazia.Speriamo di non dover mai vivere in un Paese in cui non si possa contestare.Ma si può contestare anche la contestazione! Sinceramente mi sarei anche un po’ scocciato della contestazione a Monti!Un illustre professore settantenne, di fama mondiale che dopo essere stato implorato in ginocchio dal Capo dello Stato, si prende la responsabilità di “salvare” un Paese, l’Italia, nonostante sia continuamente oggetto di forti critiche e spesso anche di attacchi ed insulti personali da parte di esponenti politici estremista-populisti il cui unico scopo è racimolare qualche voto in più cavalcando il malcontento popolare.
Purtroppo  o per fortuna alcuni partiti (la Lega e il PdL) sono usciti dalle recenti elezioni amministrative “con le ossa rotte” per usare un eufemismo da tg.
Il PdL (come era sempre stato preannunciato da tutti) senza i diktat di Silvio Berlusconi si è ritrovato un partito senza anima perché privo di un programma politico qualsiasi ,perché costruito interamente intorno ad un’unica persona che ne godeva i benefici quando riusciva a governare (e di conseguenza ne godevano tutti i vassalli, valvassini e valvassori).In molte città ha addirittura rinunciato al proprio simbolo per presentarsi con liste civiche ad hoc ma che in realtà facevano comunque capo al PdL.Il risultato di questa strategia non è stato altro che una sconfitta schiacciante (dal punto di vista del bipolarismo 6-15 nei comuni capoluogo) ed un annichilimento in termini di valore assoluto.Staremo a vedere il nuovo grande partito tanto annunciato dal grande Boss e da Alfano…
La Lega, che da sempre si faceva vessillo dell’onestà, è stata travolta dagli scandali su “the family” ed azzerata (ha perso ovunque tranne che a Verona dove Tosi si è conquistato una vittoria che sa molto di personale) e sta cercando di ripartire appunto dalla protesta e dalla contestazione ma chissà quanto sarà credibile adesso quando parlerà di aiutare i poveri imprenditori veneti…
Il PD ha indubbiamente vinto, anche se i termini vincere e perdere quando si parla di elezioni sintetizzano un concetto che è molto più complesso e sembrano quasi voler indicare un punto di arrivo piuttosto che di partenza.Ha stravinto se parliamo in termini di coalizione del centrosinistra e ci consideriamo anche Orlando e Doria (per esempio) ed ha vinto se parliamo del solo Partito Democratico.
Grillo ha vinto, ha preso un grande capoluogo ed un comune (se non sbaglio) ma ha comunque aumentato il suo riconoscimento politico anche se, come stiamo vedendo a Parma, c’è differenza tra “fare opposizione” ed urlare a destra e a manca contro tutto e contro tutti, ed invece amministrare un Comune; i primi contrasti sono venuti già al momento delle nomine….
Gli altri partiti sono stati praticamente nulli (se escludiamo alcuni rari esempi).La nota negativa è stata la bomba ritrovata al seggio di Rapallo; e questo si ricollega al mio RUBrICONE della scorsa settimana.La novità (che poi tanto novità non è) è stata la candidatura ufficiale di Montezemolo alle prossime Politiche (sperando che non continui con la tecnica del candidarsi ed il giorno dopo smentire, ma stavolta sembrava abbastanza definitiva come decisione).
Un’ultima lancia spezzata in favore di M.M.Per chi pensava che la manovra finanziaria fosse fatta di sole imposte, per chi pensava che la fase due non dovesse mai venire, ecco,è iniziata: 20-30 miliardi di euro per sbloccare i crediti verso la Pubblica Amministrazione e 8 miliardi per le politiche di occupazione giovanile.A voi la parola adesso…

sabato 14 aprile 2012

Aumento benzina per Protezione Civile

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri, in via preliminare, la riforma della Protezione Civile. Come era già stato ampiamente pubblicizzato, era necessario trovare i soldi per finanziarla data la carenza di risorse. Si era inizialmente pensato ad una tassa di 2 centesimi sugli sms, la conclusione è stata una tassa di 5 centesimi sulla benzina, nel caso in cui sia dichiarato lo stato d'emergenza. L'idea che la tassa venga applicata solamente in caso di necessità non è del tutto da buttare via, è un principio corretto più di tanti altri. Il problema, però, è che l'aumento delle accise sulla benzina potrebbe (ad essere ottimisti) essere più permanente che temporaneo. La realtà storica ci dice che lo Stato è sempre stato molto celere nell'aumentare le imposte sul carburante, mentre è stato molto lento, diciamo pure immobile, al momento di toglierle una volta finita l'emergenza. Paghiamo ancora tasse per finanziare il disastro del Vajont, l'alluvione di Firenze, vari terremoti, la guerra in Etiopia! Queste cose sono di certo non nuove a chi legge, la mia riflessione è piuttosto sulla reale professionalità e capacità di chi ci governa in questo momento. L'Italia non è forse mai stata governata da persone capaci, almeno recentemente, tuttavia non mi risulta che per ogni esigenza si dovesse ricorrere ad un aumento delle tasse. Mi risulta che i governi precedenti fossero in grado di mettere in pratica anche strategie più fantasiose. Magari qualche abbozzo di tentativo per stimolare la crescita. Questo governo ha già aumentato le imposte sulla benzina di 8 centesimi a Dicembre, una cifra inaudita, per non parlare dell'IVA...ha aumentato l'età pensionabile, ha introdotto l'IMU. Ora io mi chiedo, con tutti questi soldi, cosa si è fatto realmente? Perchè non mi sembra affatto che vengano spesi per creare i presupposti di una crescita che possa evitare, in futuro, di dover sempre ricorrere a tassazione e misure del genere per mandare avanti il Paese? Mi si imputerà di trascurare il fatto che la crisi che il governo Monti ha dovuto affrontare è sicuramente una delle peggiori, forse la peggiore, che abbia mai colpito l'Italia come la conosciamo oggi. E' vero, ma proprio per questo era stato chiamato lui, col suo squadrone di eroi svolazzanti al fianco. Ad una grande crisi, si voleva rispondere con un gruppo di persone dalle grandi capacità. Per ora, hanno solo dimostrato di essere in grado di mettere tasse più grandi. Immagino che non si intendesse esattamente questo quando si diceva grandi capacità...

Monti the prophet

Mario Monti, speaking today to the States-General of Civil Defense, has cited the law on the same Civil Defense as a proof of the fact that the country's system is turned on itself. I wonder what he expects from Italy, this gentleman. He promised that the sacrifices would be accompanied by fairness. He's done nothing but putting new taxes, giving up liberalizations at the first contrary voices. Has not made any easier for young people to find a job or perform any business venture. Do not even talk about the research topic, the topic of education. They are technical and they look so much to America, so they should know that the key to success is the fact that the U.S. economy is the country in the world that invests more in research. How does the system Italy, not to be turned on itself? What confidence should have a youth in the future? What confidence should have an employee who at fifty is hanging on top of a ravine, which is said to be working somewhere else, if it will work anywhere? In all this, then, there must also be said that those who really makes the sacrifices see around them millions of pieces of shit who evade taxes cheerfully, not caring about everything and everyone. It 's impossible, dear Monti, to seriously think that there may be a system Italy not turned on itself, because you have helped to make the Italians a nation of hopeless. Leaving aside the fact that you, of liberalism, seems to have understood very little, because you only think about taxes and no at all to liberalize, how would I define you? Are you perhaps politically at extreme right? Jacobin? Puritan? Ottimato,? I think at least you can call yourself a prophet, or Messiah, as you tell us this great truths about Italy. Not to brag, but I had already said yesterday ...

venerdì 13 aprile 2012

Monti il Profeta

Mario Monti, parlando oggi agli stati generali della Protezione Civile, ha citato la legge sulla stessa protezione come prova del fatto che il sistema paese ha lo sguardo troppo ripiegato su sé stesso. Mi domando cosa si aspetta dall'Italia questo signore. E' arrivato promettendo che ai sacrifici sarebbe stata accompagnata l'equità. Non ha fatto altro che mettere tasse, cedendo sul tema delle liberalizzazioni alle prime voci contrarie. Non ha reso affatto più facile, per i giovani, né trovare un lavoro né realizzare eventuali iniziative imprenditoriali. Non parliamo nemmeno del tema della ricerca, del tema dell'istruzione. Loro che sono tecnici e guardano tanto all'America, dovrebbero sapere che alla base del successo dell'economia statunitense c'è il fatto che sono il paese al mondo che investe di più nella ricerca. Come fa, il sistema Italia, a non essere ripiegato su sé stesso? Che fiducia dovrebbe avere un giovane nel futuro? Che fiducia dovrebbe avere un lavoratore dipendente che a cinquant'anni si vede appendere in cima ad un burrone, al quale viene detto che dovrà lavorare da un'altra parte, ammesso che lavorerà? In tutto ciò, poi, c'è anche da dire che chi veramente fa i sacrifici vede intorno a sé milioni di merde che evadono le tasse allegramente, fregandosene di tutto e di tutti. E' impossibile, caro Monti, pensare seriamente che ci possa essere un sistema Italia non ripiegato su sé stesso, perché tu hai contribuito a rendere gli Italiani un popolo di sfiduciati. Tralasciando il fatto che tu, del liberalismo, sembri aver capito ben poco, dato che pensi solo a mettere tasse e poco a liberalizzare, come dovrei definirti? Sei forse politicamente di destra estrema? Giacobino? Puritano? Ottimato? Penso che almeno si possa definirti profeta, o Messia, dato che riveli queste grandi Verità sull'Italia. Non per vantarmi, ma io lo avevo già detto ieri...

martedì 10 aprile 2012

Spread risale a 400, Monti fallisce?

Stamattina, spread risalito a 390 punti base. Per quali ragioni? Penso che il Governo non abbia capito che, con quello che ha fatto, ha solo messo delle toppe enormi su dei buchi che necessitavano invece di una bella riempita di terra. Non era sbagliato aumentare l'età pensionabile, non era sbagliato aumentare le tasse, ovviamente contestualmente parlando. Quello che è stato sbagliato è stato non fare assolutamente niente per stimolare la crescita dell'economia in un paese che non cresce e continuerà a non farlo. Hanno voluto metterci in testa che la causa di tutti i mali del paese fosse la modifica dell'articolo 18, anche quando la realtà è che la causa di tutti i mali del paese è il livello ridicolo di evasione fiscale. Potevano liberalizzare, potevano snellire la burocrazia, non hanno fatto nulla. Hanno buttato nel cesso la più grande occasione che, forse, un governo italiano abbia mai avuto. Abbiamo chiamato un governo tecnico perché portasse la sua competenza, ha adottato soluzioni che mia nonna avrebbe saputo adottare allo stesso modo. Potevano dimostrare l'inettitudine dei politici, sono quasi riusciti nell'impresa di farli apparire persone capaci. Mentre proseguono nella loro politica ciondolante, la disoccupazione giovanile è enormemente in aumento e lo spread risale. Nessuno pensi che la speculazione ci stia dando addosso. La speculazione, nel caso specifico, ci sta anche andando piano. Questi guru del mercato avrebbero dovuto sapere come comportarsi per avere successo, almeno nei confronti del mercato. Perchè abbiamo sputtanato i cittadini dello Stato, in nome del mercato (...). E, quindi, se nemmeno il mercato li ha apprezzati, la strada per il fallimento è sempre più spianata...

mercoledì 4 aprile 2012

Monti e Articolo 18

Eccoci qua. Il più grande tema di discussione, in questi giorni, è stato l'articolo 18. Tutti sapete cos'è, quindi non vi rompo ulteriormente le palle. Mario Monti è arrivato al governo promettendo chissà quante e quali meraviglie economiche. All'inizio, il sottoscritto lo ha anche apprezzato. Bisognava ridurre lo spread e non era una cazzata come in molti possono pensare. Senza questo, sarebbe saltato tutto. Quindi ok, giù con le botte da orbi a lavoratori dipendenti e pensionati, su tutti ma non solo. Ed è servito, lo spread è sceso, siamo tutti (relativamente) più calmi. Ma anche più imbufaliti. Perché è chiaro che, se siamo riusciti a tappare il buco, lo abbiamo fatto con un dito, e prima o poi chi il dito l'ha messo avrà voglia di tornarsene a casa. In altre parole, il livello ridicolo di tasse al quale siamo tutti sottoposti prima o poi sarà insopportabile. 
Per evitare questo pericolo, servivano politiche per la crescita economica. Cosa è stato fatto? Niente. Tranne, la modifica al suddetto articolo 18. Che rende più "facile" per un'azienda licenziare i dipendenti. E, fino a stasera, non prevedeva nemmeno che i dipendenti licenziati per una causa economica poi rivelatasi fittizia, non potessero nemmeno essere reintegrati da un giudice. Tutto ciò perché dobbiamo, come Paese, attrarre gli investimenti stranieri. E perché "nessun paese occidentale" ha qualcosa come l'articolo 18. Io non sono un nazionalista, ma siamo sicuri che sia proprio questo (tra tanti) il campo in cui dovremmo prendere lezioni? Cambiare il mercato del lavoro non vuol dire fare in modo che un quarantenne o un cinquantenne possa essere licenziato senza che il sistema gli consenta di trovare un altro posto. Cosa dovrebbe farci, un padre di famiglia, con 24 mensilità? Chi lo assume, un quarantacinquenne, nel mondo di oggi? Le aziende, in Italia, hanno sempre licenziato quando era necessario. Non è necessario dar loro la possibilità di poterlo fare in modo indiscriminato.  
Io sono incazzato. Perché ho ventidue anni, studio all'università, e se non troverò un lavoro nessuno mi darà un mutuo. Non me ne frega niente di avere tanti soldi, ma vorrei una famiglia, dei figli. E una casa, dove poter passare del tempo con loro, dove crescerli. Se mi assumono a tempo indeterminato e poi mi possono licenziare facilmente, chi mi darà un mutuo? E chi lo darà alle persone ancora meno fortunate di me, che non possono nemmeno contare su qualche possibile aiuto dei genitori? Prima rendano il sistema dale da garantire un gran numero di assunzioni. Poi rendano più facili i licenziamenti. Facciano le liberalizzazioni. Levino di torno tutta questa burocrazia. Aprire un blog è la cosa probabilmente più facile che si possa fare in Italia. Sarebbe bello se fosse così anche per un'impresa. Sarebbe ancora meglio se Mario Monti si rendesse conto che sta mettendo nei casini due generazioni, i giovani e i meno giovani. Tutta gente che paga le tasse (o le vorrebbe pagare, se non ha lavoro...) e che non ne può più.